Voci degli Alberi, voci dell’Anima

Voci degli Alberi, voci dell’Anima

Pur di avere le gambe al posto della coda, la Sirenetta concederà a Ursula, la Strega del Mare, la sua Voce. Così, quando incontrerà l’amato Principe, la ragazza sarà per lui la fanciulla senza nome, senza identità.

Queto tema è così ricorrente nelle Storie, così potente.

In Pinocchio, è quando la voce dei bambini si trasforma in raglio che arriva l’angoscia nel Paese dei Balocchi.

Ne I Sei Cigni, i fratellini avvertono la bambina-salvatrice di stare attenta, perché se la strega la scopre le porterà via la voce.

L’elemento della lingua tagliata compare in fiabe fortemente simboliche, come “Re Tuono e La Principessa Senza Lingua” di Capuana, o nel Mito di Filomela e Tereo, re di Tracia. O in film moderni, capolavoro di sensibilità, come “Lezioni di Piano” o “Figli di un dio minore”.

La nostra Voce è unica al mondo, non ce n’è una che sia uguale alla nostra.

Così direttamente connessa alla nostra anima, si rivela fondamentale nel definire chi siamo.

Era Calliope, la Musa del Canto e della Poesia, la protettrice delle nostre corde vocali. Paradossalmente, veniva descritta parca di parole, ma era da quelle poche che trapelava la sua enorme saggezza.

Un po’ ricorda la Papessa dei Tarocchi, l’Arcano più silenzioso di tutti. Eppure quello che ha più parole in grembo: per chi sa ascoltare, la Papessa è un libro aperto, una Narratrice.

Così avviene nel Mondo di Natura, che sempre sembra così silenziosa e perciò senza identità precisa. Ma leggere libri come “Anastasia e i Cedri Sonori della Russia” ci porta a riflettere sui suoni che gli Alberi creano.

Perché il Vento è un plettro, e le Piante suonano.

Il fruscio dei Pioppi assomiglia ad un applauso: ecco il perché del nome, da Populus.

Le fronde delle Querce venivano divinate, perché la loro voce, animata dai venti dell’alba, era nitida.

La Silene scoppia, le Palme sospirano.

E che dire del Bambù, dei Giunchi d’Acqua, delle canne dei Finocchi Selvatici. E del sibilo dei prati, così diverso da quello della pampas con l’erba alta.

La voce austera delle Conifere sembra quasi un ululato, mentre il Mais, semplicemente, ticchetta.

La Fonosfera Verde compone la principale colonna sonora della nostra vita, assieme all’acqua e agli uccelli.

Nella nostra Voce collettiva questi suoni sono presenti da generazioni e generazioni: la sonorità e le inflessioni dei dialetti popolari pare siano nate grazie all’imitazione inconscia di questi elementi, perché esseri umani e ambiente sono davvero un tutt’uno.

Ma è nella voce di ciascuno di noi che infine si aggiunge il più intimo contributo che diamo al mondo.

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