La Loba, colei che ci scrocchia le nocche

La Loba, colei che ci scrocchia le nocche

Le STORIE DI FANTASMI nel mondo delle Fiabe hanno una forza che non ci si immagina neppure.

Giovannin senza Paura si ritroverà a socializzare con un morto smembrato, sceso da una canna fumaria, un pezzetto alla volta.

Un piede, un braccio, l’altra gamba.

“Butto?”.

“E butta!”.

In Storia di uno che se ne andò a caccia della paura, il giovane protagonista, il Grullo, di spettri ne vedrà a bizzeffe, soprattutto all’interno di un castello infestato. Naturalmente a mezzanotte, al dodicesimo rintocco.

In l’ Osso che canta, il fantasma è un ragazzo vittima di un omicidio che, attraverso uno strumento magico, un corno, ora denuncia il fratello che l’ha fatto fuori per rivalità.

C’è quella fiaba dei Grimm dedicata al Sarto e al Calzolaio. Si intitola I due compagni di viaggio, dove fantasmi freschi di giornata, due impiccati che ancora dondolano con tanto di corvi sciamanici intorno, indicheranno la rugiada magica, proprio lì, ai piedi della forca, un’acqua celeste così potente da restituire la vista ai ciechi.

E poi c’è lei, La Donna Scheletro, un fantasma che riemerge dagli abissi per essere guarita nelle sue ferite profonde e venire “tutta sbrogliata” dalla lenza che le imprigiona i sentimenti, il cuore e la gabbia toracica.

Nelle fiabe, tutti questi Fantasmi hanno una storia e sono messi lì per un motivo.

Ma soprattutto, sempre, sempre, sempre, premieranno chi li aiuta con tantissimo oro, tesori, titoli nobiliari, riconoscimenti.

Perché tutti loro appartengono al Mondo di Sotto, il Regno Infero pieno di infinite ricchezze, riservate però solo ai più audaci.

L’ARCHETIPO che ci aiuta a FAR RIEMERGERE DALLA NOSTRA PSICHE ciò che deve essere prima ricomposto per bene, per poi venir riadagiato con cura, è lei.

La LOBA.

Grandissima esperta di fantasmi, di pezzi sparsi, di traumi irrisolti, di verità rimosse.

Maestra dell’inconscio neppure troppo profondo, strega della sabbia e del deserto, dei luoghi di ritiro, di RECUPERO DELLA NOSTRA COSCIENZA ISTINTIVA.

La Loba suona le ossa, le mette insieme, le fiuta come fa la sua collega delle foreste, la BABA JAGA, entrambe circondate da ossa.

E pelli, e corna, e zoccoli, e pezzi vari, e altre cose.

Queste due figure, terribili, potenti e magnifiche, fanno ciò che le donne fanno sempre: raccolgono, curano, trasformano.

E poi, finalmente, liberano.

Terapeute delle ferite, costellatrici di ogni irrisolto, valutano a fondo le nostre vere intenzioni quando chiediamo loro aiuto. Poi rimuovono i veli dell’oblio e iniziano a scorticarci, ci torturano finché non torniamo a ricordare.

Lo fanno col TAMBURO, con i semi delle piante, con il fuoco. Con i loro ululati, battendo le ossa, danzando tutta la notte.

Con la polvere del deserto o con le fronde degli alberi maestri del bosco più fitto.

OSTETRICHE DELLE NOSTRE PIÙ SOLENNI RINASCITE, questa figura della Vecchia Saggia e della Donna ai Margini si sposa benissimo con PIANTE MAGICHE come l’Equiseto, la Consolida e Il piede di lupo, il Lycopodium (prossima foto).

Piante -non solo queste, ma anche tante altre- che dobbiamo tornare a cercare, insieme a queste due Antiche Madri, per ritrovare la Radice dei nostri saperi ancestrali.

Quella FORZA VITALE E DINAMICA che risiede all’interno di ciascuno di noi e che fa sì che ogni nostra parte si rinsaldi, che risorga.

Poi, finalmente, una volta che abbiamo ricordato, pulito, rimesso insieme, la tensione emotiva calerà.

Con le prime luci dell’alba, con il nuovo giorno, con il canto del gallo, come voleva Asclepio.

Perché la guarigione passa sempre per il doppio movimento del Contrarsi e del Lasciare Andare.

Buona Giornata di Sciamane e Guaritrici,

cari Amici ErboNarranti,

che sia una Danza tra le Erbe e le Storie,

che sia Bellezza❤

Avviso sui cookie di WordPress da parte di Real Cookie Banner