La magia del Grembiule

La magia del Grembiule

Il GREMBIULE è stato un simbolo fondamentale nella storia del mondo femminile.

Il nome stesso sottolinea il suo legame con il GREMBO e con tutto ciò che gli orbita intorno.

Al mattino, il gesto di annodare il grembiule dietro la schiena segnava l’inizio della giornata, così come scioglierlo ne sanciva la fine.

Altro che cartellino da timbrare, altro che chiave da girare per accendere il motore: il vero motore era dietro ai reni, e a volte il giro del nastro finiva davanti, sull’ombelico, sul plesso solare, o ancora più in basso, sul centro creativo, con un fiocco saldo e veloce.

Le donne sanno, e hanno sempre saputo che, arrivate alla sera, i nodi della giornata sempre andranno sciolti: quelli dei grembiuli, quelli dei capelli, e quelli del cuore.

Il grembiule faceva intima parte del corpo della donna, perché sotto quella stoffa grezza e resistente, il ventre era più protetto, custodito; le mani, inoltre, viaggiavano più sicure perché sapevano sempre dove andare, dove asciugarsi, dove frugare.

È nella tasca del grembiule che Vassilissa tiene la parte più potente e segreta della sua coscienza e del suo istinto: la bambolina magica.

In quelle stesse tasche, le nonne conservavano di tutto: bottoni, biglietti, pane secco per le galline, mezzo biscotto per il nipotino.

Dalle macchie sul grembiule si poteva leggere il menù di tutta la settimana, e capire se era tempo di marmellate, di sugo o di minestroni.

Attraverso il grembiule le donne parlavano, interagivano, si ribellavano, si mostravano o si coprivano: questo grande fazzoletto era un’estensione del loro mondo psichico.

Ma soprattutto, molto più del paniere o delle gerle, il grembiule della donna era il sacco sacro destinato alla raccolta delle erbe di campagna, delle officinali, delle aromatiche.

Le erbe venivano strappate alla terra, e quel gesto compiuto spesso a mani nude era accompagnato da canti, a volte da parole di rito e da tutta la concentrazione, leggera e greve insieme, di un femminile capace, dalla notte dei tempi, di farsi cosa unica con tutto ciò che esegue.

Quelle erbe venivano così riposte dentro il grembiule, e subito questo veniva avvolto, ripiegato e richiuso. Come un lembo, come una membrana, come un amen.

Un tempo, non esisteva altro modo di cogliere l’issopo, la borragine, il tarassaco. O nessuna altra pianta.

Quel telo intriso di intimità, di casa, accoglieva le piante,e in quel modo le energie sottili della raccoglitrice si mescolavano al mondo vegetale in uno spazio sacro, uterino: solo da lì la vera alchimia poteva iniziare.

Per la preparazione di un olio, di un rimedio, di un bagno. O di una comunissima frittata.

Ma c’è frittata e frittata, cari Amici ErboNarranti: vuoi mettere✨🍂🌳💛

Buon Sabato a tutti Noi,

qualsiasi cosa si voglia oggi raccogliere,

qualsiasi cosa si voglia oggi custodire

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